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Eventi 2018 > Quando Girano Le Ruote.....2018

07/06/2018







Parerga e paralipomena da alcoli e trigliceridi. Sottotitolo: " giorni carmidiosi e prodigeri di zimpagi e zirlecchi"

Sono appena arrivato a casa da una tre giorni che è già leggenda e sono già malinconico, quasi quasi mi faccio uno spritz
Abbiamo concluso il nostro fantastico iron man, che definirei nel nostro caso Iron XXL.
Cominciamo il venerdì con le prove libere, un allenamento alla due giorni successiva, che già mostra il vero volto di questo circuito del Varese Run Reloaded, capirete dopo di cosa ci siamo riempiti.
Nel centro di Varese un cortile pieno di libagioni liquide e solide, una via occupata dai nostri gioielli cromati, una valanga di chiacchiere e risate ed il primo piccolo aperitivo serale, che dura solo tre ore, con consumazioni a pioggia come se non ci fosse un domani, in mezzo ad una città che non capisce a quale evento partecipare, se al run a piedi per le vie del centro e per una buona causa oppure al run statico dell’alcool nel nostro capace stomaco per una causa perfetta, un ventennio di asfalto e idrocarburi, mescolati alla bisogna per riscaldare il cavallo dei pantaloni, ma soprattutto il cuore.
Dall’affluenza pare che molti abbiano scelto la seconda e noi ci sguazziamo con una certa tracotanza
Le prove ci consegnano un buon numero di papabili vincitori, fare delle previsioni diventa difficile, sembrano tutti aver fatto un patto mefistofelico con il proprio fegato.
Il sabato inizia la sfida con un primo giro a base di zuccheri semplici e composti, inestinguibile foga, fra paste alla crema, alla marmellata ed al cioccolato, annaffiati da succhi solo blandamente calorici con glucosio in quantità industriali, caffeina e lattosio
Poi ci si sposta con inesausta ingordigia, lungo le colline lombardo piemontesi, alla ricerca dell’acqua, no non da bere per carità, quella del lago d’Orta, che ai nostri occhi assume la forma di un bignè, solo per raggiungere, fra equilibrati ed invitanti saliscendi il lungolago di Omegna dove ci attende un’altra prova aperitivo di certa difficoltà
Ma nessuno si lascia intimorire e dopo aver spazzolato un immonda quantità di spritz e prosecco, alcuni folli cercano di fermare le provvigioni direttamente sul luogo di produzione, saccheggiandole senza pietà alcuna prima che queste arrivino al fronte, compaiono anche qua e là approvvigionamenti aggiuntivi autogestiti, nel caso in cui qualcuno si potesse trovare a lottare con meno di un litro di golosa bevanda.
Il mondo si muove, guai a star fermi, il lago lascia il posto alla montagna, un treno tenta di frapporsi inutilmente, ma la montagna attende, 10 gradi in meno, l’aria salubre la vista degli impianti sciistici inutilizzati, stuzzica le papille mai sazie e parte il terribile attacco frontale ad insaccati vari, polenta, cervo, brasato, salsiccia e focaccia volano in ogni dove inseguiti da litri di Menabrea in divisa a pinocchietto, piccole nella forma, ma grandi nel numero.
Alcuni cominciano a soffrire di qualche piccola pausa e si lasciano andare a riposini riparatori, leggeri pit stop, per un cambio epatico e qualche sostentamento esterno.
Si ridiscende verso il lago maggiore, per la seconda ed ultima prova del giorno, quella sull’acqua, lasciati in buone mani i cavalli di acciaio si sale sulla barca che ci porterà a zonzo per tutta la serata fra Angera e le isole Borromee, la storia si compie la musica inizia e un piccolo aperitivo incombe a base di indicibili quantità di salatini e bollicine, collocati nel piano alto dell’imbarcazione, insieme alla musica di un mitico trio.
Fingiamo di consumare qualche caloria, ballando in maniera casuale, ascoltiamo rapiti una sessione del mitico Liun, che ci commuove pesantemente.
Ma non c’è tempo per piangere, al piano di sotto, distese di salmone, burrata, parmigiano, vitello tonnato tutti rigidamente ipercalorici, tenta di metterci in difficoltà, ostinatamente resistiamo, libiamo i calici e brindiamo ancora, a base di vino e cocktail vari, qualcuno si arrende e passa al dolce, altri hanno il coraggio sfrontato ed irragionevole di mangiare la torta e farla seguire dal risotto, magari ucciso con rum e coca, un connubio da far rabbrividire chiunque, tranne noi.
Si torna a casa, con il rammarico di non aver predisposto una spaghettata di mezzanotte, ma certi che la terza tappa ci proporrà altre mirabilie.
La mattina ci accoglie largamente provati, ma mai domi, il caldo aumenta e con esso sono necessari i giusti liquidi, qualche piccolo inciampo, ma sulle colline fra Varese e Como finalmente troviamo l’acqua, per berla, ma va, non scherziamo, le fontane servono solo a raffrescare la testa, per rinfrescare invece i nostri incolmabili stomaci servono altri litri di birra ad affogare kg di würstel e merluzzo fritto, focacce e generosi pezzi di parmigiano.
Poi il rituale si compie, nella frenesia di un incontrollabile eccesso luculliano, due chapter provano a fondersi di fronte a noi, Varese e Alba entrano in contatto al centro della fontana, la sfrontatezza del luppolo e del malto, contro la passione dell’uva, la testa si piega per rinfrescare il casco e il contatto è irrimediabile in mezzo al giocoso stupore degli astanti; gli scatti dei fotografi immortalano un momento che entrerà nella storia, l’apoteosi di un run, la matrice esplode, il codice impazzisce e i fosfori si consumano, il trucco sfuma e siamo nuovamente uomini.
Un attimo, non può finire così, manca ancora una tappa, ci incanaliamo fra dolci saliscendi attraversando fra la sorpresa e la speranza un percorso di odierna perdizione, per abbeverarci all’altare della fresca bevanda bionda
Raggiungiamo la meta finale, incrociamo i calici colmi di birra e sambuca, nel rito catartico dell’ennesimo aperitivo, prima di tuffarci nell’ultima fatica che comprende un carico parossistico di calorie fra lieviti, salumi, canederli, filetti e una millefoglie che sarebbe considerata illegale nel 90% dei paesi.
Potremmo tutti partecipare a un evento del genere, tutti potremmo testare le nostre capacità digestive, tutti potremmo cercare di imitare i romani distesi mollemente sul triclinium, ma solo noi possiamo farlo condendo il tutto di allegria, condivisione, rispetto, amore
Solo noi possiamo far diventare una follia culinaria itinerante, un gioco fantastico di passione, un circo magico di risate, fino alla prossima ed imminente, senza requie, perché vivere è un dono per tutti, condividerlo e una capacità di pochi.

Luigi (Bighouse) Casagrande

 

 

 

Emozioni da un nostro socio Luigi Casagrande (Bighouse)

Oggi compio 11 lustri e per caso o magia il cavallo di acciaio che mi accompagna compie il suo primo di lustro, mentre il suo contachilometri scavalca gli 80000 km
Ormai mi conviene contare il tempo che passa in lustri, insomma sono all’undicesimo rito di purificazione, un po’ come i censori di epoca romana a cui il termine in fondo si deve, un tempo non lungo ma nemmeno piccolo, uno spazio temporale che serve a moderare affanni e gioie, a pesare pensieri, parole ed esperienze vissute.
Al decimo mi sono purificato, di una bella fetta di vita precedente è ho coronato un vecchio sogno, mi sono comprato la Moto, quella con la maiuscola e non è un caso ed ho svoltato cambiato percezione, cambiato vita, iniziata un’altra storia.
La moto è libertà, libertà di sentire gli odori ed i sapori del mondo, libertà di far rimbalzare senza sosta i pensieri dentro il casco.
La nostra vita normale scorre nel tempo quasi senza un presente, pensiamo continuamente a quello che dobbiamo fare e riflettiamo continuamente su quanto abbiamo fatto, praticamente spesso ci dimentichiamo di esistere in un continuo loop di agitazione; sulla moto esiste solo il presente il rombo del motore che ti culla, il fresco del vento che ti viene incontro, il calore dei tubi cromati che ti scalda le gambe, la strada ti viene incontro e passa sotto di te, mentre tu sei libero di vivere il momento, non ti importa del dopo, non ti crucci del prima, cogli l’attimo.
Ho abbracciato un nuovo mondo e mi ha stregato, non potrò più farne a meno, perché è il mio presente, ci sono tante persone come me in questo mondo, felici solo di esserci, che spogliano la loro armatura da mondo e si vestono con l’abito leggero del sé, ognuno con le proprie idee e la propria storia, ma ognuno profondamente consapevole di come sia rilassante non avere un ruolo.
Ho percorso strade, visitato luoghi, incontrato gente, in questo ultimo lustro e spero di percorrerne e vedere altri, molti, in quelli che verranno, ma sto imparando, con fatica visto che non è la mia natura, che poiché tutti abbiamo dei difetti l’unico modo per vivere felici è fermarsi a guardare solo i pregi altrui, abbeverarsi alla bellezza di un sorriso, nutrirsi del suono di una risata, sentire il piacere di un saluto, dietro ogni viso c’è una storia, c’è una fatica, c’è un sogno, dietro ogni viso c’è amore.
Al mondo siamo tutti diversi, ma anche tutti uguali, sempre in cerca di una scusa per volerci bene.

Luigi (Bighouse) Casagrande
orgoglioso socio del Varese Chapter

 

 

Emozioni da un nostro socio Luigi Casagrande (Bighouse)

Oggi compio 11 lustri e per caso o magia il cavallo di acciaio che mi accompagna compie il suo primo di lustro, mentre il suo contachilometri scavalca gli 80000 km
Ormai mi conviene contare il tempo che passa in lustri, insomma sono all’undicesimo rito di purificazione, un po’ come i censori di epoca romana a cui il termine in fondo si deve, un tempo non lungo ma nemmeno piccolo, uno spazio temporale che serve a moderare affanni e gioie, a pesare pensieri, parole ed esperienze vissute.
Al decimo mi sono purificato, di una bella fetta di vita precedente è ho coronato un vecchio sogno, mi sono comprato la Moto, quella con la maiuscola e non è un caso ed ho svoltato cambiato percezione, cambiato vita, iniziata un’altra storia.
La moto è libertà, libertà di sentire gli odori ed i sapori del mondo, libertà di far rimbalzare senza sosta i pensieri dentro il casco.
La nostra vita normale scorre nel tempo quasi senza un presente, pensiamo continuamente a quello che dobbiamo fare e riflettiamo continuamente su quanto abbiamo fatto, praticamente spesso ci dimentichiamo di esistere in un continuo loop di agitazione; sulla moto esiste solo il presente il rombo del motore che ti culla, il fresco del vento che ti viene incontro, il calore dei tubi cromati che ti scalda le gambe, la strada ti viene incontro e passa sotto di te, mentre tu sei libero di vivere il momento, non ti importa del dopo, non ti crucci del prima, cogli l’attimo.
Ho abbracciato un nuovo mondo e mi ha stregato, non potrò più farne a meno, perché è il mio presente, ci sono tante persone come me in questo mondo, felici solo di esserci, che spogliano la loro armatura da mondo e si vestono con l’abito leggero del sé, ognuno con le proprie idee e la propria storia, ma ognuno profondamente consapevole di come sia rilassante non avere un ruolo.
Ho percorso strade, visitato luoghi, incontrato gente, in questo ultimo lustro e spero di percorrerne e vedere altri, molti, in quelli che verranno, ma sto imparando, con fatica visto che non è la mia natura, che poiché tutti abbiamo dei difetti l’unico modo per vivere felici è fermarsi a guardare solo i pregi altrui, abbeverarsi alla bellezza di un sorriso, nutrirsi del suono di una risata, sentire il piacere di un saluto, dietro ogni viso c’è una storia, c’è una fatica, c’è un sogno, dietro ogni viso c’è amore.
Al mondo siamo tutti diversi, ma anche tutti uguali, sempre in cerca di una scusa per volerci bene.

Luigi (Bighouse) Casagrande
orgoglioso socio del Varese Chapter

 

 

 

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