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Varese Chapter » Articoli » VI INSUBRIA RUN
| Articolo inserito il 05/luglio/2010 |
VI INSUBRIA RUN 12-13.06.2010
Eccomi ancora a raccontare delle gesta del Varese H.O.G.® Chapter e del suo caratteristico run giunto alla sesta edizione. La definizione di run si addice particolarmente al nostro Insubria: la formula, consolidata e vincente, prevede tanti chilometri (più di quattrocento in due giorni), tanto tempo passato in sella alle motorette, poco tempo per le minchiate e le sigarette…Anche quest’anno risentiamo degli sbalzi ormonali di Giove Pluvio: oltre l’acqua ci propone freddo e…nebbia! In queste condizioni qualche sprazzo di sole t’intenerisce di più del sorriso del tuo primo amore…Pochi, rispetto alle scorse edizioni, forse per i parecchi eventi H.O.G.® e non, forse per quest’estate che non ha voglia di sbocciare, ci ritroviamo, come consuetudine, per cappuccio e brioche, presso la concessionaria HD® del Tala. Siamo comunque una sessantina e insieme ai Soci del Varese, ci sono i ragazzi del Legnano, del Padova e del Torino. Dietro a Capotala e all’Aurelione, gli uomini del Direttivo presenti conducono il gruppo tra le gole della Valganna; lasciamo le viscide curve della Grantola in favore dei rettilinei del Lago Maggiore che ci cullano fino al confine svizzero di Zenna; dopo la prima lavata, la tuta antipioggia diviene un must di sto giretto alpino. Attraversiamo la Piana di Magadino e risaliamo a sinistra il Ticino. Dopo aperitivo presso un tipico crotto, salutiamo i castelli di Bellinzona e la valle Mesolcina ci porta su fino ai duemilaesessantacinque del Passo del San Bernardino. Come processionarie si naviga a vista, siamo immersi in un mare lattiginoso, unico riferimento il fanalino di coda di chi precede, il tempo si dilata, i pensieri si fanno più rarefatti, l’uomo e la macchina divengono unica forma, unica essenza luminosa galleggiante nel mare della tranquillità. Una visione: il Chernabog che si ripara tra le sue ali, la fila delle anime iridescenti, nelle orecchie l’Ave Maria di Franz Schubert (episodio finale di Fantasia - Disney, 1940). L’incertezza meteorologica tipica delle montagne ci accompagna ancora verso le successive salite e discese degli altri passi svizzeri, Nufenen e Splugennpass. I laghetti alpini in cima ai passi, coperti di ghiaccio e neve ormai in procinto di sciogliersi sarebbero ben altro spettacolo se investiti dai raggi del sole…così tutto è cupo, mistico e l’umore più che raggiante è reverenziale, rispettoso e della natura ossianica contemplativo. Indispensabile come un albero per un cane ci compare davanti il Rifugio Mai Tardi di Madesimo, località Andossi, (sempre quota duemila, taaac…): ricarichiamo le pile con vino, primo e secondo, dolcetto e grappetta, tutto condito dal dolce sorriso della simpatica proprietaria. In tutta tranquillità, riscendiamo, poi, verso valle, seguiamo il torrente Liro e la valle di san Giacomo ci porta a Chiavenna. L’Albergo Aurora è teatro del pre- pre-aperitivo, preaperitivo, aperitivo, cena e dopocena… Siamo dislocati presso il garden con piscina (nessuno in vasca, sembra ottobre), i piatti tipici della cucina valtellinese e valchiavenasca uniti a Bacco e tabacco ci portano leeeentamente presso le braccia di Morfeo… Un plauso all’animatore della serata, il nostro Mr. Bob, ancora, penso, dedito al tamponamento dei collaterali etilici…Sveglia ragazzi, altra strada, altra montagna e altre valli ci attendono! Si parte alle nove trenta di domenica, lasciamo la Valchiavenna, entriamo in Valtellina che lasciamo presso Morbegno in favore del Passo San Marco. La mattina alla partenza c’era il sole, in quota a mezzogiorno…ancora la nebbia. Ci inerpichiamo, schivando le anime perse dedite al velocipede domenicale, le quattro auto dei gitanti del dì di festa e dopo un altro viaggio in noi stessi, alla ricerca della sovrapposizione della nostra frequenza cardiaca con il battito primordiale dei nostri bicilindrici, ci beviamo il passo come il più cool degli yuppie milanesi dei fabulous eighty’s e atterriamo presso il ristorante Sole di Mezzoldo. Fantastici gli scottadito, caffè e via per la Val Brembana, giù fino ad Almè. Il rientro? La Briantea via Erba, Como e Varese, non prima, come consuetudine quando si passa da queste parti, dell’obbligata sosta in gelateria a Olgiate Molgora…Se non assaggiate il gelato, il sopraciglio dell’Aurelio vi potrebbe indicare di aver fatto un grosso sbaglio…
Col “we made it!” in testa, un po’ di miglia sulle spalle, il sorriso in faccia e l’umidità nelle ossa, si torna a casa, pronti a ripartire la volta prossima con le amicizie sempre più consolidate. Un abbraccio a tutti gli intervenuti, ai fidi Soci del Varese, agli amici di Legnano, Padova e Torino. Un abbraccio ancor più forte a Mara e Morris partiti da Padova alle cinque della mattina per essere con noi alla partenza e a Laura del Dei Laghi che ci è venuta a trovare sabato sera. Ed infine una strizzata d’occhio speciale a chi ha lavorato sodo nella gestione, nella logistica e nella qualità di questo emozionante run, non c’è bisogno di nomi, chi l’ha fatto, lo sa…
Il Raffy, Assistant Director Varese H.O.G.® Chapter
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