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Articolo inserito il 31/marzo/2010
I PIRATI DELLA MALAIANESIA – MEDIOLANUM CHAPTER 27/28.03.2010 Emme come Mediolanum, emme come “Maiali”. Il raduno nasce nel 2000 come “Mediolanum City”, svolta in “La notte dei Lupi Mannari”, si trasforma poi in “Maiali sulla Neve”, passa per “Maremma Maiali & Gallo Nero”, “Maiali negli USA” per approdare quest’anno nei “Pirati della Malaianesia”. Perché il tema ricorrente del mammifero artiodattilo suiforme? Presumo esistano diversi motivi, tra i quali la natura, che l’uomo gli attribuisce, di animale gaudente e tutti gli aspetti correlati, gli elogi culinari, nonché di vita dissoluta, crapulonica dedita al baccanale e al gozzovigliamento, nulla attinente con ciò che possa essere controllato, frugale, misurato, moderato o posato. E a noi che i “posaceneri”, i “soprammobili” ed i “pantofolai” proprio non ci aggradano per niente sto “animo maiale” ci diverte assai! In più è palpabile lo spirito di appartenenza alla leggenda Harley Davidson®, di divertirsi e viaggiare insieme a chi condivide le stesse passioni, di legame alla famiglia H.O.G.®. Certo H.O.G.® è l’acronimo di “Harley Owners Group”, ma la traduzione in italiano, guarda caso, ci riporta ancora al Sus Domesticus… Non dimentichiamo, poi, che spesso i nostri grufolanti ferri vengono spesso identificati come maiali meccanici…sarà forse la “nacelle” a ricordare il naso del porco? Ma veniamo al raduno. Dalle terre insubri varesine partiamo sabato mattina in cinque, Lorenzo, Paride, Tiziana, capitanati da Aurelio e me medesimo che chiude il gruppetto. L’aria è ancora frizzantina, ma nelle narici si insinua l’aria primaverile; i colori della Valmorea, del Lago di Pusiano e della riva orientale del lago di Como ci accompagnano fino all’ingresso della splendida Valtellina. Placidi raggiungiamo Sondrio, per salire su fino a Chiesa in Valmalenco. Ritroviamo le genti milanesi al “Cristallo” ove ci accolgono con foto, aperitivello e consegna busta dell’evento. Salutiamo gli amici e pranziamo con loro al “Ristorante da Totò” con polenta, salsiccia e brasato. Lasciamo i bagagli in albergo, l’appuntamento è per metà pomeriggio alla funivia di Chiesa e noi, se femm? Andiamo in esplorazione dei dintorni dietro all’Aurelione: attraversiamo di nuovo il paese, un po’ di curvette e iniziamo a salire. Attraversiamo strette e buie gallerie il cui fondo è costituito da sanpietrini e lastre di ghiaccio, non è che l’Head of Road Captain abbia capito male? L’appuntamento è alla partenza della funivia, non all’arrivo, quota 2000?! Passiamo la “Miniera Bagnada” e ci infiliamo in sto pertugio che nel quindici diciotto chiamavano galleria e…Aurelio si ferma. Due sgommate e son da lui. Meglio fermarsi qui, fuori dalla galleria c’è solo una pista di pattinaggio artistico! Da artisti giriamo le moto e torniamo verso valle. Ci fermiamo al baretto del Club del Tappo ove Lory lancia la moda per la prossima stagione: Genepy, di quello buono, quello tenuto sotto il banco, caldo…Raggiungiamo la funivia che ci porta in quota insieme all’allegra brigata; indossate le pettorine, muniti di casco, guanti e occhiali ci buttiamo giù per la pista in batterie da sei con le terga poggiate sugli snowboarder bob. Bravissimi i primi tre classificati, sti affari di plastica son un casino da domare! Dopo altro aperitivo in quota, ci ritroviamo poi per cena ed in parata raggiungiamo la “Baita del Doss” ove tra premiazioni varie ci riempiamo con prelibatezze gastronomiche locali: pizzoccheri (col Bitto), sciatt (con la Casèra), vinello e formaggi. La felice carovana raggiunge nuovamente il “Cristallo” per il party serale. La festa è fantastica, ci aspettano “Le Cugine del Direttore”, ragazze immagine agghindate da cowgirl che oltre a dispensare sorrisi e simpatia distribuiscono gadget in stile piratesco: pistole, spade, bandane, cappelli da corsaro e le classiche bende per gli occhi che è poco consigliato usare viste le grazie che si portano in giro! Chiudono la serata musiche anni ottanta, alcolici e Miss Lilly La Pirates, complimenti alla mamma e alla lametta… Raggiungiamo morfeo alle quattro di mattina con l’aggravante dell’ora legale. Il mattino ha l’oro in bocca, la lingua salmistrata ed il fegato in carpione, ma anche tanta voglia di far chilometri: percorriamo la Valtellina intraprendendo la “strada alta” passando da Castione Andevenno, Berbenno, fino ad Ardenno. Non di più per non affaticare il polso della stoica Vichinga che lo ha di nuovo fasciato (piccolo incidente sui bob…). In fondo alla valle prendiamo per la riva occidentale del Lago di Como e dopo sosta pranzo al ristorante di Andrea (vecchia conoscenza dell’Aurelio, semper lù, risalente ad una edizione di una notte dei Lupi Mannari) indirizziamo le forche verso casa. Con l’intento di partecipare più numerosi l’anno prossimo a questo bell’evento, più che un run, un party all’insegna del divertimento e della goliardia, un ringraziamento speciale per la squisita ospitalità e per l’organizzazione impeccabile al Director Austin e a tutto il Direttivo del Mediolanum Chapter. Un abbraccio a tutti i partecipanti e ricordatevi: “Suillum pecus donatum ab natura dicunt ad epulandum” (“Dicono che il suino ci sia stato dato dalla natura per godere la vita”, Varrone “De re rustica”)…Il Raffy, Assistant Director Varese H.O.G.® Chapter
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