SWISS 500 MILES – DIETIKON (CH) 6-7 giugno 2009
Navigando da un forum all’altro, mi capita di “scoprire” per puro caso questo evento, del quale non sono a conoscenza: 840 km. da fare in moto su strade secondarie! Mi colpisce subito, a mia saputa non esiste nient’altro di simile! Bisogna farlo assolutamente. Molto strano che non gli venga dato il giustissimo risalto sulle varie testate di carta e non.
E’ metà maggio, trovo finalmente il link al sito e procedo con la registrazione…accidenti le iscrizioni sono già chiuse. Trovo il nome del segretario, Peter, e gli scrivo chiedendo gentilmente se sia possibile iscriversi. La prima risposta, purtroppo, è il classico siamo spiacenti, siamo al completo, è un problema organizzativo, ecc, ecc…Propongo quindi a Peter di inserirmi nella mail list per il prossimo anno, perché non voglio assolutamente perderlo. Una settimana prima dell’evento ricevo una mail: si sono liberati dei posti! Detto, fatto! Ci iscriviamo io e Andrea, ottimo compagno di viaggio e bisbocce biker.
Partiamo venerdì sera, avendo preventivamente prenotato albergo nelle vicinanze di Zurigo, per essere pronti al via sabato mattina. Il tempo è inclemente, le previsioni sono pessime, forti temporali su tutta la Svizzera, ma del resto, a questo punto, non possiamo fare la figuraccia di biker della domenica che si arrendono prima di cominciare. L’acqua ci perseguita fino a Lucerna, il Gottardo ci mette alla prova, fa anche abbastanza freddo… Per fortuna notiamo una schiarita che ci allevia le fatiche fino a Zurigo, qualche scroscio vagante lo becchiamo comunque.
La mattina non è delle migliori, pioggerellina, ma con un fronte gigantesco di nuvoloni neri in arrivo.
Ci dirigiamo presso la concessionaria Harley-Heaven Bächli di Dietikon per le procedure di registrazione. Organizzatissimi come sempre gli svizzeri si dimostrano anche molto gentili, conosco Peter di persona, non può che diventare subito un fratello, ed il Presidente Urs, che ci illustra come si svolge il percorso.
Giustamente fanno notare più volte che non è competitivo, ma bisogna finire tutto il giro per meritarsi la pin, che sarà data solo al termine. Sono 15 tappe con percorso segreto, ad ogni tappa conclusa viene consegnato il road book per la tappa successiva, ad ogni tappa si viene timbrati da un checkpoint, in più ci saranno dei checkpoint segreti al fine di evitare le furbate (come dicono loro sono state messe per gli smartasses!).
La prima tappa è un prologo di 57 km che ci porta alla vera partenza a Sempach prevista per le tre del pomeriggio. L’obiettivo è di terminare antro le tre di domenica, pena la squalifica. Siamo in 365 e io ho il numero 362, Andrea il 363. L’attesa è snervante, anche perché siamo di fronte ad una schiarita di cui si vorrebbe trarne vantaggio, ma bisogna aspettare…Cerco nel frattempo di ritrovarmi con la cartina comprata apposta…non spendete soldi per cartine, non servono, le strade da fare non sono neanche riportate!
Finalmente si parte! All’inizio è una fiumana di Harley bellissima, l’andatura ovviamente non può essere che un po’ lenta, ma le strade scelte ed il paesaggio sono incantevoli. Ci si rende conto subito che non è così facile seguire il road book, primo per la lingua, secondo perché i nomi dei paesi sono impronunciabili, terzo perché ad un'' indicazione del tipo: al cartello direzione Buchenwaldwilen bianco girare a destra, non si sa quando questo cartello arrivi, può essere a 200 metri come a 30 km…In più i paesaggi fantastici e le strade scelte, tutte in condizioni perfette, senza traffico assoluto, portano facilmente a distrarsi. Passano i km, man mano i gruppetti si smembrano, vuoi per l’andatura, vuoi per chi si ferma per benzina, sosta idraulica o altro, e la guida diventa più briosa. Rimaniamo con un gruppetto di svizzeri che probabilmente conosce bene queste strade, sono molto “allegri”, altro che andatura da passeggiata! Si smanetta eccome, al limite del potenziale dei nostri carrozzoni. Primo passo, aperto per l’occasione per l’evento, 97 km di strade da piega senza nessuno in giro! Masturbazione mentale al massimo livello. E’ un incanto ed il tempo ci da una mano, contro le previsioni, per un bel quattro ore abbiamo un sole caldo.
Tra una tappa e l’altra non c’è tanto tempo da perdere, non si riesce a “riposare”: timbri, una barretta di cioccolato o un drink e via per la prossima tappa. A mezzanotte dopo nove ore abbiamo fatto 367 km., cavolo, abbiamo solo fatto una sosta di mezz’ora per una cena, si sta “smanettando” e comunque le medie sono basse. Del resto è tutta strada di montagna. Ci rendiamo conto che l’idea di poter sonnecchiare un po’ è assolutamente da scartare, si rischia di non arrivare entro il tempo massimo per la tappa successiva! L’hanno proprio studiata bene: roba da culo piatto e palle quadre, altroché, siamo uomini o caporali?
L’arrivo della mezzanotte ci porta un temporale da lupi, fa freddo (da uno a quattro gradi), la foresta sembra non finire più. E’ veramente dura, si vede poco e non abbiamo più idea se siamo o no sulla strada giusta, sono parecchi km. che non incontriamo più nessuno, forse sarebbe stato meglio aspettare il gruppetto di svizzeri dietro di noi, invece di seminarli…Verso le tre del mattino arriviamo in cima a non so più che passo, nel friburghese (o bernese), accenno di nevischio, la stanchezza si fa sentire eccome, stiamo anche pensando di riposarci un paio d’ore, quando mi accorgo (prendendo l’ennesimo caffè) di aver perso il portafoglio con i documenti! L’ho lasciato sulla pompa di benzina dell’ultima stazione di servizio! Circa 20 km. indietro. Riprendo la moto, e con affanno mi metto a ritrovare la strada in senso inverso, per niente facile, mi perdo un paio di volte, poi qualcuno in alto mi da una mano e ritrovo la stazione di servizio, eccolo! Meno male, ma nel frattempo mi sono giocato un’ora e dieci minuti e 56 km in più rispetto alla tabella di marcia.
Rientro al passo quando ormai stanno giungendo i ritardatari, non c’è più tempo, bisogna ripartire subito.
Il brutto vento che ci ha perseguitato durante la notte insieme alla pioggia battente ha dato un suo beneficio: come d’incanto il cielo si apre, l’alba sorge in mezzo alle montagne con immagine da cartolina, è uno dei momenti per i quali si dimentica immediatamente la sofferenza precedente. Fantastico, il sole come un guerriero, squarcia le nuvole e la giornata promette molto bene. L’adrenalina scorre, la stanchezza sembra scomparsa, si riprende con un ritmo molto sostenuto ed ogni strada è sempre più bella. Ci domandiamo come facciano gli svizzeri ad aver trovato così tante strade perfette, su un territorio così vasto (pur essendo la Svizzera piccola). Forse l’unica risposta risiede nel fatto che siano veri biker e che di strada ne hanno fatta tanta, ma tanta. Ci si rende anche conto di quanto siano precisi sulle tabelle di marcia consegnate: non sgarra di una virgola, perfetti, bravi, meritano tutto il nostro appoggio. Organizzazione impeccabile, come tutti i punti di ristoro, non ultimo la scelta dell’arrivo, in pieno centro storico del classico paesino svizzero, con tutto il paese ad accogliere l’arrivo dei guerrieri della notte!
Il rammarico è solo stato quello di dover prendere la decisione di partire subito per il rientro, altri 320 km., e non approfittare della festa in corso, altrimenti non saremmo più tornati a casa…
Ovviamente il Gottardo lo abbiamo fatto attraverso il passo e non il tunnel…
Grazie Peter, Urs, Edi e a tutto il caloroso staff. Indimenticabile.
Mi sono già iscritto per il prossimo anno. Qualcuno ha voglia di seguirmi?
Roberto “RH OTTO” – Varese H.O.G.® Chapter
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