II The Legend On Tour
Autodromo di Franciacorta Castrezzato (BS) 16.17 Maggio 2009
Anni fa, l’allora importatore di Harley Davidson® in Italia, Carlo Talamo, ebbe, tra le tante sue ottime, un’idea che si dimostrò piuttosto vincente. Giravano un po’ di Shovelhead, poi tanti Evolution ed un bel plotone di Sportster® Evo.
Lo Sportster®, e vedo e sento con piacere che questo concetto è condiviso dai più, non deve essere trattato, spesso bistrattato, come e solamente l’entry level della gamma di mamma Harley®. Chi lo fa commette un grosso errore. Chi ha avuto il piacere di guidarlo conosce bene le sue potenzialità e sa che lo Sporty rappresenta l’essenza della motocicletta. Nasce come evoluzione del K 45® e della versione da gara KR/KRTT® del cinquantadue e del cinquantatrè e debutta in società come 883® nel cinquantaquattro. E’ il modello che in quegli anni combatte e contrasta su strada e su pista l’invasione britannica prima e dei quattro cilindri nipponici dopo. Da allora possiede un telaio che nel tempo rimane pressoché invariato, molto affilato, quindi molto agile ed un motore generoso con una coppia da rimorchiatore che spinge già in basso. Certo se paragonato alle ulteriori evoluzioni concepite dalla racer’s mind dell’Ing. Erik Buell o se comparato ad una moto da strada o da pista di oggi, qualcuno potrebbe sorridere delle sue prestazioni. Ma chi è più capace: un pilota alla guida di un missile moderno che viaggia di brutto, ma che perdona un sacco di minchiate per via di una ciclistica moderna e di congegni da station wagon ultimo grido o chi si cimenta alla guida di una moto concepita da suo nonno che va guidata con testa e muscoli e che regala emozioni a nastro?
La sua semplicità, un motore, un telaio, due ruote coperte da attillati parafanghi di metallo ed un serbatoio che da solo ha fatto la storia del motociclismo mondiale rendono la sua siluette molto sexy e accattivante. Se si è fatti per lei, non lei per noi, ci si diverte. E molto. I suoi duecentocinquanta chili and over non si sentono e sul misto stretto, con motore leggermente preparato ci si diverte ancor di più. Poi, poi lo Sporty lo si può customizzare come si vuole ed in tutte le salse, ha sempre da dire qualcosa…
Dicevo che il Carletto ebbe una bella idea: portò sulle piste ovali degli ippodromi della penisola il campionato Short Track (derivato dal Dirt Track); si correva di traverso (tipo Speedway) sugli sterrati con le XR 883® kittate e tutte uguali. Lo spirito era quello tipico “On Any Sunday” e i Chapter facevano da cornice alla kermesse. Lo spirito era pionieristico, genuino e verace, l’agonismo fervido e sano e la fratellanza palpabile. Organizzavano memorabili grigliate (il soprannome “Griglia” dell’A.D. del Savona deriva da qui…) alla sera, a bordo pista raccontando le gesta dei piloti che si erano sfidati durante la giornata.
Oggi Harley Davidson® Italia, coadiuvata da H.O.G.® Italia, ripropone lo stesso spirito in chiave moderna: la cilindrata passa a 1200 cc, l’ovale sterrato diventa pista d’asfalto con le sue belle curve, gicane, rettilinei e cordoli.
Inizio anno scorso nasce l’XR 1200®, motore H.D.® più performante di tutti tra quelli raffreddati ad aria mai prodotti, scocca in vetroresina, forcella, freni e sospensioni posteriori in chiave racing…ha tutto per poter correre.
Quest’anno si è giunti, dopo Varano De’ Melegari, al secondo appuntamento con ”l’adrenalinico XR 1200® Trophy”. C’è tutto: i paddock, le tribune, la pista, le scuderie, le moto, i piloti e le umbrella girls.
Quasi tutti i Concessionari H.D.® d’Italia sono presenti per sfidarsi a questo gioco e i Chapter relativi sono lì a tifare. E’ un gioco che si fa sempre più serio…
Harley® e H.O.G.® ci hanno messo ancor di più. C’è spettacolo tra i cordoli, ma anche fuori: Stunt Show, Craig Jones imperversa, Demo Rides esterni, Woman Academy, H.O.G.® Games e tanta musica con The Dragons, Andead e Ringo DJ Set.
Dopo i due appuntamenti tra i quarantun piloti schierati in griglia imperversa Mr. Perotti (HD® Padova) tra i quindici Professionisti della Pro Class e Mr. Balucani (HD® Perugia) tra i ventisei Amatoriali della classe Challenger. Il nostro Mr. Mariani è comunque magico: sesto posto tra i Challenger. Taaac!!!
Il Varese è presente con più di trenta entusiasti Soci già da sabato. Alloggiamo lì vicino nella campagna bresciana all’Antica Fonte. Alla sera troviamo gli Amici del Torino con i quali si fa un po’ di baracca; notiamo con stupore che gli altri Chapter non sono presenti, peccato. Li ritroviamo tutti domenica, l’affluenza è tosta: diecimila persone…
Partiamo nel tardo pomeriggio: non abbiamo voglia di autostrada e allora via verso le amate statali: Bergamo, Pontida, Lecco, Como e casa base, non prima della sosta obbligata alla gelateria dell’Aurelio (non è diventato gelataio, ma ovunque si vada tira fuori il posticino giusto…).
Rinnovando l’invito per la prossima tappa del trofeo, un abbraccio a tutti i Soci che ci hanno seguito, come sempre ci siamo divertiti, e voi??? Orgogliosi e Felici. Sempre.
Il Raffy A.D. Varese H.O.G.® Chapter
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